Report Ristoranti

Vi presento Carlo Cracco

Oggi voglio farvi un regalo, voglio portarvi con me nel tempio dell’Alta Cucina in quel di Milano e non solo: il ristorante Cracco.
Carlo Cracco è da sempre per me un punto di riferimento, un idolo, una fonte di apprendimento. Non potrebbe essere altrimenti. Quello che molti conoscono solo come il testimonial delle patatine, il bello di Masterchef, il cattivo di Hell’s Kitchen, ha una storia alle spalle che pochi chef possono vantare, un percorso lungo e duro che però gli è valso tutto il suo strameritato successo.

Lo chef vicentino infatti lavora duramente, non si è risparmiato la gavetta, e il suo talento e la passione per la cucina gli hanno permesso di apprendere l’arte da quelli che ancora oggi sono un punto di riferimento per tutti gli chef: Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse.
Dopo l’esperienza in Francia torna in Italia, a Firenze, presso l’Enoteca Pinchiorri che sotto la sua guida ottiene le 3 stelle Michelin. Lo chef poi arriva a Milano e diventa patron del Ristorante Cracco il primo luglio del 2007 (anno in cui il ristorante è inserito tra i migliori 50 del mondo) e da allora riconoscimenti e successi si susseguono in crescendo grazie al genio, ma soprattutto all’impegno dello chef che con cura e passione gestisce tutto in maniera impeccabile.
Avevo già fatto visita in passato al ristorante e per me, amante della cucina di Cracco, è un posto fuori dal comune, magico. La location, poi, è strepitosa: il ristorante, infatti, si trova al centro di Milano, a pochi passi dal Duomo in un palazzo storico. Già all’ingresso sarete immersi in un’atmosfera calda ed accogliente grazie alla cortesia e all’eleganza del personale e lì sarete accompagnati verso l’ascensore che vi porterà lì dove la magia prende forma, verso il nirvana del gusto: la sala.
Questa è molto elegante, spaziosa e ariosa, a creare un ambiente intimo; il design moderno mixa elementi diversi come marmo, legno di ciliegio alle pareti, tovaglie in lino pregiato e raffinata argenteria.

Una volta al tavolo potrete scegliere tra menù degustazione e a la carte, con una proposta di piatti tipici della cucina milanese rivisitati in chiave contemporanea ed innovativa. Il pasto sarà arricchito da una vasta proposta di vini: la cantina vanta circa 2000 etichette diverse e tutte, ovviamente, di primissima scelta. Dopo aver provato diversi menù degustazione durante le mie precedenti visite al ristorante, questa volta ho scelto: caramella di insalata russa; tuorlo d’uovo marinato (cavallo di battaglia dello chef) con cavolo nero e miele di nespolo; risotto mantecato allo zenzero, cioccolato fondente, piselli e ragù di frattaglie (molto usate dallo chef); piccione in crosta di sale e caffè con mandorle salate, patata arrosto e mascarpone; nuvola di mascarpone al lime, su crema di yogurt, frutti rossi e meringa alla curcuma; piccola pasticceria ( tra cui gelatine di frutta, macarons, tartufi e chips di frutta essiccata).

E’ inutile sottolineare che è stato tutto perfetto. A rendere però la mia visita indimenticabile è stato parlare con lo chef che mi ha fatto visitare la cucina. L’ho trovato una persona molto umile, disponibile e divertente, una persona che mi ha trasmesso sensazioni e consigli positivi, diverso dal personaggio televisivo che in molti sottovalutano.
Sul prezzo, che dire? La spesa è sicuramente importante, ma ci sono esperienze che non hanno prezzo; per un amante della cucina non si tratta semplicemente di mangiare in un ristorante, è un viaggio in un universo culinario che non ha eguali, ricco di sapori e contrasti frutto di una mente geniale che è in grado di emozionare anche con un semplice tuorlo d’uovo.

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